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“Bimba con Papaveri” di Massimo Dina

Recensione dell'Opera


Un realismo dalle sfumature romantiche, un figurativo dai contorni persi in atmosfere velate e sfondi quasi evanescenti… L’arte di Massimo Dina è percezione emotiva del reale, è trasposizione degli stati emozionali dell’animo che ammantano le composizioni di autentico lirismo.

I soggetti espressi vivono della quotidianità e dell’attualità del mondo contemporaneo, visti però attraverso la lente delle emozioni che li sposta dal piano della fisicità a quello della spiritualità, li alleggerisce nelle masse, dona loro sensazioni quasi eteree. Sono manifestazione patente di suggestioni dell’inconscio.

E tale è la sensazione dinanzi all’opera “Bimba con Papaveri”. La figura è personaggio del suo tempo, dipinto nelle sue connotazioni distintive di infante, immersa in un campo di papaveri che perde matericità e consistenza confondendosi nelle sfumature di colori che si smarriscono gli uni negli altri con tenui passaggi del rosso, del verde e del bianco. Anche la fisicità della bambina si consuma nelle pennellate di colore, stese a catturare l’essenza  del soggetto, l’innocenza dell’età, la ridente fanciullezza a cui fa da rimando il sorriso accennato sul viso, la dolcezza del volto, la grazia del momento, la luce.

Tutto è poesia, moto dell’animo, realtà trascesa.

IFF